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Avatar di Chicca

Mio figlio, adottato in Ungheria a febbraio 2025, sta "sovrascrivendo" l'italiano alla sua lingua di nascita. Nelle ultime settimane ha preso un piccolo vezzo, ovvero aggiungere la -t a molte parole italiane mentre parla.

In ungherese, ceppo ugrofinnico, il suffisso -t equivale all'accusativo.

È un percorso che vedrà sedimentazioni continue, tanto più che viviamo in Veneto, io sono milanese con origini versiliesi e romagnole, e spesso l'inglese si sovrappone all'italiano, in maniera esplicita o subdola, con costruzioni mentali e concettuali che in italiano sarebbero più complesse.

Sarà divertente in futuro!

Avatar di Elena Pagliarini

Una volta ho letto una frase che suonava più o meno così: quando inserisci per sbaglio una parola di un'altra lingua mentre parli è perché "parli male" (nel senso di "conosci poco") entrambe le lingue. Ho sempre pensato che fosse una prospettiva un po' triste, allineata a un certo modo di fare educazione tipico della nostra generazione e del nostro Paese, accusatorio e poco stimolante. Preferisco al 100% vederla come da tua prospettiva!

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