Mio figlio, adottato in Ungheria a febbraio 2025, sta "sovrascrivendo" l'italiano alla sua lingua di nascita. Nelle ultime settimane ha preso un piccolo vezzo, ovvero aggiungere la -t a molte parole italiane mentre parla.
In ungherese, ceppo ugrofinnico, il suffisso -t equivale all'accusativo.
È un percorso che vedrà sedimentazioni continue, tanto più che viviamo in Veneto, io sono milanese con origini versiliesi e romagnole, e spesso l'inglese si sovrappone all'italiano, in maniera esplicita o subdola, con costruzioni mentali e concettuali che in italiano sarebbero più complesse.
Gracias Alice! Un abbraccio e un ringrazziamento profondo da spagnola emigrata in Italia da 15 anni, che parla itagnolo perfettamente, che viene presa in giro da fratelli e amici spagnoli per le parole che inventa e l'accento con cui parla, e che si rimprovera perche teme dimenticare la sua madrelingua... ora mi sento un po' meno sola <3
Una volta ho letto una frase che suonava più o meno così: quando inserisci per sbaglio una parola di un'altra lingua mentre parli è perché "parli male" (nel senso di "conosci poco") entrambe le lingue. Ho sempre pensato che fosse una prospettiva un po' triste, allineata a un certo modo di fare educazione tipico della nostra generazione e del nostro Paese, accusatorio e poco stimolante. Preferisco al 100% vederla come da tua prospettiva!
Ciao Elena, sono molto d'accordo con te: ridurre le interferenze linguistiche a un giudizio di valore sulla conoscenza delle lingue è molto in linea con certi pregiudizi scolastici che conosciamo bene. La prospettiva non è mia, sono proprio gli studi in merito a confermare che interferenze e co-attivazioni sono un funzionamento comune dei cervelli plurilingue: possiamo rimandare al mittente certi giudizi! ;)
Anche i miei figli, nati in Spagna da genitori italiani, hanno una lingua e un accento tutto loro. Noi in casa mescoliamo soprattutto le parole imparate qui, magari legate a lavoro e figli, ma quando sono in Italia sto ben attenta a come parlo: mischiare parole straniere, quando posso dire lo stesso nella mia lingua, mi ha fatto sempre un po' snob😜 ma magari è un problema mio.
Ciao Marta, grazie per la condivisione. Tacciare di snobismo le interferenze linguistiche è abbastanza comune, quante volte l'ho sentito! Il fatto che co-attivazioni e interferenze siano funzionamenti studiati e documentati ci aiuta a rimandare al mittente certi giudizi che vorrebbero ridurle a scelte snob ed esterofile (uso non a caso parole che ho sentito spesso in questi contesti). Ciò non toglie che abbiamo introiettato quelle opinioni e che il giudice interiore ci porti a prestare attenzione massima a come parliamo (per poi rimproverarci quando qualche parola scivola comunque!).
Ciao Alice, grazie per aver ospitato Il dizionario di Mamma Babel in questa puntata!
Per tutto ciò che riguarda mescolanze e giudici interiori, mia suocera direbbe que no hay que darle demasiadas vueltas a las cosas (e neanche alla tortilla, perché una basta). Peccato che non sia così automatico (lo so bene), soprattutto per chi ha a cuore la cura delle parole. E comunque bisogna ricordare a questo giudice che "dar la vuelta a la tortilla" è un espressione associata ad un gesto ben preciso e intraducibile, un po' come allacciarsi le scarpe... come altro lo spieghi? Sono sicura che i partecipanti al tuo webinar hanno apprezzato questa digressione linguistica ;-)
Grazie Federica! Dar vueltas a las cosas è un mio tratto identitario - quanto mi piacerebbe, a volte, darne meno 😄 Però ecco, almeno vengono fuori conversazioni interessanti come quelle che stanno venendo fuori tra i commenti!
Ciao Alice, ti ringrazio per questa riflessione che risuona molto anche a me. E grazie anche per aver citato Parlo anch'io! Tra i miei progetti nel cassetto (è qui in bozza su substack da qualche mese) c'è un laboratorio sull'autoritratto linguistico versione yoga: ho sempre pensato che la versione carta e colori fosse troppo poco "embodied" e ho messo a punto un laboratorio in cui si fa l'autoritratto linguistico a partire dai chakra. L'ho testato su mio marito e lui - che di solito mi smonta sempre - ne era entusiasta. Chissà che non riesca finalmente a proporlo un domani!
Grazie per queste riflessioni. Oggi ci ho pensato mentre proprio non riuscivo a trovare il modo corretto di tradurre una parola dallo spagnolo all'italiano: presumir. Esibire? Vantarsi?? Stavo scrivendo a un'amica cilena e una italiana raccontando la stessa storia a entrambe ma nessuna parola in italiano era quella giusta. Poi ho cambiato la frase del tutto, ma sul momento che nervoso!
Adesso devo andare a disegnare la mia silhouette linguistica! Che bella puntata, Alice. Un tempo sentivo le cose di cui parli tu, adesso ne sono del tutto libera. Quando mischio le mie lingue (4 all'ordine del giorno, tutti i giorni) penso che sono proprio una gran fica, che sento con dizionari diversi, che vivo con dizionari diversi, che sono ricca e pronta ad aggiungere. ❤️
PS. Sto cercando un corso di arabo in questi giorni, poi ti dirò :)
Liberarsi dal linguicismo interiorizzato è una gran cosa, io ancora non ci sono riuscita. Ma la ricchezza nella mescolanza sì, quella la sento tutta anche io 💜 Poi mi dirai qué tal con l'arabo!
Mio figlio, adottato in Ungheria a febbraio 2025, sta "sovrascrivendo" l'italiano alla sua lingua di nascita. Nelle ultime settimane ha preso un piccolo vezzo, ovvero aggiungere la -t a molte parole italiane mentre parla.
In ungherese, ceppo ugrofinnico, il suffisso -t equivale all'accusativo.
È un percorso che vedrà sedimentazioni continue, tanto più che viviamo in Veneto, io sono milanese con origini versiliesi e romagnole, e spesso l'inglese si sovrappone all'italiano, in maniera esplicita o subdola, con costruzioni mentali e concettuali che in italiano sarebbero più complesse.
Sarà divertente in futuro!
Quante lingue ci sono nella vostra silhouette linguistica, allora. Sarà divertente, sì! 😍
Gracias Alice! Un abbraccio e un ringrazziamento profondo da spagnola emigrata in Italia da 15 anni, che parla itagnolo perfettamente, che viene presa in giro da fratelli e amici spagnoli per le parole che inventa e l'accento con cui parla, e che si rimprovera perche teme dimenticare la sua madrelingua... ora mi sento un po' meno sola <3
Cara Noelia, non sei sola, no: rivendichiamo le nostre parole inventate e i nostri accenti ibridi!
Lettura interessante che mi riporta al bilinguismo bimodale dei sordi
Grazie per lo spunto, Iacopo, mi informerò meglio sul tema!
Una volta ho letto una frase che suonava più o meno così: quando inserisci per sbaglio una parola di un'altra lingua mentre parli è perché "parli male" (nel senso di "conosci poco") entrambe le lingue. Ho sempre pensato che fosse una prospettiva un po' triste, allineata a un certo modo di fare educazione tipico della nostra generazione e del nostro Paese, accusatorio e poco stimolante. Preferisco al 100% vederla come da tua prospettiva!
Ciao Elena, sono molto d'accordo con te: ridurre le interferenze linguistiche a un giudizio di valore sulla conoscenza delle lingue è molto in linea con certi pregiudizi scolastici che conosciamo bene. La prospettiva non è mia, sono proprio gli studi in merito a confermare che interferenze e co-attivazioni sono un funzionamento comune dei cervelli plurilingue: possiamo rimandare al mittente certi giudizi! ;)
Anche i miei figli, nati in Spagna da genitori italiani, hanno una lingua e un accento tutto loro. Noi in casa mescoliamo soprattutto le parole imparate qui, magari legate a lavoro e figli, ma quando sono in Italia sto ben attenta a come parlo: mischiare parole straniere, quando posso dire lo stesso nella mia lingua, mi ha fatto sempre un po' snob😜 ma magari è un problema mio.
Ciao Marta, grazie per la condivisione. Tacciare di snobismo le interferenze linguistiche è abbastanza comune, quante volte l'ho sentito! Il fatto che co-attivazioni e interferenze siano funzionamenti studiati e documentati ci aiuta a rimandare al mittente certi giudizi che vorrebbero ridurle a scelte snob ed esterofile (uso non a caso parole che ho sentito spesso in questi contesti). Ciò non toglie che abbiamo introiettato quelle opinioni e che il giudice interiore ci porti a prestare attenzione massima a come parliamo (per poi rimproverarci quando qualche parola scivola comunque!).
Ciao Alice, grazie per aver ospitato Il dizionario di Mamma Babel in questa puntata!
Per tutto ciò che riguarda mescolanze e giudici interiori, mia suocera direbbe que no hay que darle demasiadas vueltas a las cosas (e neanche alla tortilla, perché una basta). Peccato che non sia così automatico (lo so bene), soprattutto per chi ha a cuore la cura delle parole. E comunque bisogna ricordare a questo giudice che "dar la vuelta a la tortilla" è un espressione associata ad un gesto ben preciso e intraducibile, un po' come allacciarsi le scarpe... come altro lo spieghi? Sono sicura che i partecipanti al tuo webinar hanno apprezzato questa digressione linguistica ;-)
Grazie Federica! Dar vueltas a las cosas è un mio tratto identitario - quanto mi piacerebbe, a volte, darne meno 😄 Però ecco, almeno vengono fuori conversazioni interessanti come quelle che stanno venendo fuori tra i commenti!
Ciao Alice, ti ringrazio per questa riflessione che risuona molto anche a me. E grazie anche per aver citato Parlo anch'io! Tra i miei progetti nel cassetto (è qui in bozza su substack da qualche mese) c'è un laboratorio sull'autoritratto linguistico versione yoga: ho sempre pensato che la versione carta e colori fosse troppo poco "embodied" e ho messo a punto un laboratorio in cui si fa l'autoritratto linguistico a partire dai chakra. L'ho testato su mio marito e lui - che di solito mi smonta sempre - ne era entusiasta. Chissà che non riesca finalmente a proporlo un domani!
Wow Anna, che interessante! Se poi decidi di offrirlo, sarei curiosa di provarlo 😍
Alice, corro a fare la mia silhouette linguistica! Grazie per aver segnalato Paltò e buoni cocktail linguistici a tutte e tutti noi :)
Evviva i cocktail linguistici!
Grazie per queste riflessioni. Oggi ci ho pensato mentre proprio non riuscivo a trovare il modo corretto di tradurre una parola dallo spagnolo all'italiano: presumir. Esibire? Vantarsi?? Stavo scrivendo a un'amica cilena e una italiana raccontando la stessa storia a entrambe ma nessuna parola in italiano era quella giusta. Poi ho cambiato la frase del tutto, ma sul momento che nervoso!
Ayyy ho ben presente la frustrazione, Paola! La parafrasi alle volte è l'unica scelta che dà serenità 🤭
Adesso devo andare a disegnare la mia silhouette linguistica! Che bella puntata, Alice. Un tempo sentivo le cose di cui parli tu, adesso ne sono del tutto libera. Quando mischio le mie lingue (4 all'ordine del giorno, tutti i giorni) penso che sono proprio una gran fica, che sento con dizionari diversi, che vivo con dizionari diversi, che sono ricca e pronta ad aggiungere. ❤️
PS. Sto cercando un corso di arabo in questi giorni, poi ti dirò :)
Liberarsi dal linguicismo interiorizzato è una gran cosa, io ancora non ci sono riuscita. Ma la ricchezza nella mescolanza sì, quella la sento tutta anche io 💜 Poi mi dirai qué tal con l'arabo!