È crisi climatica, e ancora troppe persone non vogliono sentirselo dire. Discorsi d'odio, negazionismo, allerte climatiche e doppi standard conditi di antimeridionalismo.
Grazie anche da parte mia! Devo dire con tutta l'ingenuità del caso che, pur terribile, l'idea che dietro un hateful speech nei confronti di chi si occupa di meteo e clima si nascondano gruppi organizzati se non altro mi dà una ragione della sua esistenza. Mi spiego - e con l'occasione faccio pubblicità al mio meteorologo preferito 😍
La mattina, da quando mio figlio fa le elementari, ho la sveglia alle 6.20 e questa cosa mi pesa davvero molto: mi alzo di pessimo umore e l'unica cosa che mi rende tollerabile l'inizio della giornata sono le previsioni meteo del GR regionale delle 7, a cura di Andrea Vuolo. La sua voce pacata mi fa tornare il buon umore: traspare tutto l'amore per il suo lavoro, per la scienza che ci sta dietro e per l'utilità che porta alle persone. Quando ho scoperto che anche lui è periodicamente vittima di insulti ecc non me lo potevo spiegare. Che cosa c'è da insultare? Mica sta dicendo le sue opinioni. È scienza, e almeno entro certo limiti anche parecchio precisa, per quanto coinvolga fenomeni caotici. Ecco, leggendo la tua newsletter mi sono sentita un po' scema per non averci mai pensato, ma almeno ho una spiegazione, per quanto ora mi senta, oltre che ingenua, anche un po' più sconsolata.
Ciao Alice, grazie per questo numero, come sempre molto bello; riguardo alla questione "quanto si è parlato dei danni del ciclone Harry", porto la mia personale testimonianza, da utente dei social che vive in Romagna – perciò in una zona che ha conosciuto la stessa pena, lo stesso disastro. Ecco, mentre l'informazione nazionale era praticamente silenziosa mentre il ciclone si abbatteva su Sicilia, Sardegna e Calabria, le pagine locali meteo della mia zona – regionali, subregionali, cittadine, di persone singole appassionate o che lavorano nei servizi di protezione civile e territoriale – erano aggiornatissime, con post molto seguiti e commentati. C'erano come sempre sia commenti che manifestavano vicinanza, paura, solidarietà, sia i soliti idioti, con dosi varie di negazionismo climatico e antimeridionalismo; ma era stupefacente la distanza fra la circolazione "locale" delle notizie e il totale silenzio dei media nazionali. Poi oh, in Romagna nel 2023 ci sono stati 14 morti, ma il fatto che stavolta gli allerta siano stati presi sul serio e un fenomeno di questa dimensione non abbia fatto vittime, a me pare una notizia da sottolineare, non una scusa per ignorare: purtroppo però in termini di clickbait (e dei nostri bias cognitivi) il pericolo scampato è più facile ignorarlo, anche perché non gli puoi dare una dimensione.
Grazie per questa prospettiva, Alessandra. Mi rincuora sapere che a livello locale ci sia stata molta più attenzione e allo stesso tempo mi allarma, ulteriore conferma dello scollamento tra informazione nazionale e "vissuti periferici", diciamo così. Ti ringrazio anche per la nota sull'assenza di vittime: vero, è più complicato dare una dimensione al pericolo scampato in termini di vite, ma sarebbe bello credere in un buon giornalismo che sappia restituirci anche questo tipo di complessità.
Un numero molto, molto bello. Grazie Alice 💪🏽
Grazie, Tiziana!
Grazie anche da parte mia! Devo dire con tutta l'ingenuità del caso che, pur terribile, l'idea che dietro un hateful speech nei confronti di chi si occupa di meteo e clima si nascondano gruppi organizzati se non altro mi dà una ragione della sua esistenza. Mi spiego - e con l'occasione faccio pubblicità al mio meteorologo preferito 😍
La mattina, da quando mio figlio fa le elementari, ho la sveglia alle 6.20 e questa cosa mi pesa davvero molto: mi alzo di pessimo umore e l'unica cosa che mi rende tollerabile l'inizio della giornata sono le previsioni meteo del GR regionale delle 7, a cura di Andrea Vuolo. La sua voce pacata mi fa tornare il buon umore: traspare tutto l'amore per il suo lavoro, per la scienza che ci sta dietro e per l'utilità che porta alle persone. Quando ho scoperto che anche lui è periodicamente vittima di insulti ecc non me lo potevo spiegare. Che cosa c'è da insultare? Mica sta dicendo le sue opinioni. È scienza, e almeno entro certo limiti anche parecchio precisa, per quanto coinvolga fenomeni caotici. Ecco, leggendo la tua newsletter mi sono sentita un po' scema per non averci mai pensato, ma almeno ho una spiegazione, per quanto ora mi senta, oltre che ingenua, anche un po' più sconsolata.
Grazie per avermi fatto conoscere Andrea Vuolo: da nerd dei siti web non ho potuto fare a meno di andare a curiosare nel suo sito personale 🤭
Per tutto il resto, condivido la tua incredulità: ma "almeno" c'è una spiegazione. Poco rassicurante, ma c'è.
Ciao Alice, grazie per questo numero, come sempre molto bello; riguardo alla questione "quanto si è parlato dei danni del ciclone Harry", porto la mia personale testimonianza, da utente dei social che vive in Romagna – perciò in una zona che ha conosciuto la stessa pena, lo stesso disastro. Ecco, mentre l'informazione nazionale era praticamente silenziosa mentre il ciclone si abbatteva su Sicilia, Sardegna e Calabria, le pagine locali meteo della mia zona – regionali, subregionali, cittadine, di persone singole appassionate o che lavorano nei servizi di protezione civile e territoriale – erano aggiornatissime, con post molto seguiti e commentati. C'erano come sempre sia commenti che manifestavano vicinanza, paura, solidarietà, sia i soliti idioti, con dosi varie di negazionismo climatico e antimeridionalismo; ma era stupefacente la distanza fra la circolazione "locale" delle notizie e il totale silenzio dei media nazionali. Poi oh, in Romagna nel 2023 ci sono stati 14 morti, ma il fatto che stavolta gli allerta siano stati presi sul serio e un fenomeno di questa dimensione non abbia fatto vittime, a me pare una notizia da sottolineare, non una scusa per ignorare: purtroppo però in termini di clickbait (e dei nostri bias cognitivi) il pericolo scampato è più facile ignorarlo, anche perché non gli puoi dare una dimensione.
Grazie per questa prospettiva, Alessandra. Mi rincuora sapere che a livello locale ci sia stata molta più attenzione e allo stesso tempo mi allarma, ulteriore conferma dello scollamento tra informazione nazionale e "vissuti periferici", diciamo così. Ti ringrazio anche per la nota sull'assenza di vittime: vero, è più complicato dare una dimensione al pericolo scampato in termini di vite, ma sarebbe bello credere in un buon giornalismo che sappia restituirci anche questo tipo di complessità.