10 Commenti
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Avatar di Anna Aresi
3dModificato

Ciao Alice, anch'io non sono aggiornatissima ma mi sembra di capire che colf (se qualcuno lo dice ancora) si riferisca a una persona che viene a fare i mestieri, mentre con badante si indica chi si prende cura di una persona anziana e può indicare sia una persona che vive lì che una che viene durante il giorno o durante la notte. Per chi si occupa di bambini sento di solito tata, ma non conosco personalmente nessuno che abbia una tata che vive con loro.

La mia famiglia ha avuto due signore ucraine negli ultimi anni di vita di mio nonno, la prima veniva nei primi anni a fare i mestieri durante il giorno, poi si è messa in proprio con un altro lavoro. La seconda invece ha vissuto nella casa di mio nonno fino alla morte di lui. Aveva un contratto regolare "da badante", che regola le ore di lavoro, le ferie, le pause durante il giorno. Entrambe avevano situazioni famigliari complesse: erano andate in Italia molto prima della guerra lasciando vari membri della famiglia che mantenevano dall'Italia, poi con la guerra le loro famiglie si sono ulteriormente frammentate (tra Polonia, Ucraina e Italia).

Ho letto nel corso degli anni interviste e testimonianze sui giornali locali della bergamasca, se riesco a recuperare qualcosa te lo giro! La mia famiglia è molto coinvolta nell'associazione Auser e so che collaborano con l'associazione delle badanti (non so se è il nome ufficiale ma qualcosa del genere).

Avatar di Alice Orrù

Ti ringrazio Anna. Ecco, in italiano abbiamo tante parole colloquiali per descrivere questo settore professionale, ma continuo a pensare che sia più rara la figura della interna per come è concepita in Spagna. È una figura che oltretutto si porta dietro un’eredità coloniale non da poco.

Mi hai fatto tornare in mente il volontariato Auser, una rete super estesa in Italia!

Avatar di Alice Siracusano

https://lavorodomestico.assindatcolf.it/guide/badante-convivente/ non so se grazie a loro puoi trovare più info sull'Italia. Io mi ero riferita a loro per inquadrare collaboratrici e mi sono sembrati sempre molto professionali. Ogni tanto fanno anche delle ricerche (mi arrivano survey da compilare). Grazie come sempre del tuo lavoro

Avatar di Alice Orrù

Grazie a te per il link, Alice, approfondisco!

Avatar di Flavia Brevi

Grazie come sempre della menzione! In effetti ho visto un sacco di contenuti in spagnolo sulla casita, mentre in Italia ha fatto più scalpore la denuncia del proprietario della casita rosa originale.

Avatar di Alice Orrù

Tutto il contrario, insomma, della denuncia non avevo letto nulla. Il flusso di contenuti sulla polemica a tema vip e machismo è stato davvero incessante, mi sa che ha affossato la notizia.

Avatar di Enrica Nicoli Aldini

Tema importante, Alice, come al solito. Grazie! Un aspetto che mi colpisce molto delle lavoratrici domestiche in Spagna è la dinamica legata al passato coloniale in Sud America, e quindi al rapporto politico (per così dire) e linguistico tra una famiglia di spagnoli che parla castigliano della Spagna e una donna di un Paese colonizzato dalla Spagna che parla una delle tante varianti di castigliano sviluppatesi fuori dalla Spagna.

Ci ho pensato la prima volta guardando la serie Machos Alfa, che come sai mi diverte tantissimo e che guardo in spagnolo con sottotitoli in inglese. La interna di una delle coppie protagoniste proviene dal Perù e parla la variante peruviana dello spagnolo. Non avendo mai studiato lo spagnolo, né avendo familiarità profonda con la cultura ispanica, faccio fatica a cogliere le differenze linguistiche, ma un pochino le sento. Mi sono chiesta come queste differenze vengono percepite da una persona spagnola e quali sentimenti provocano, se negativi, se umoristici. Mi sono chiesta se la spettatrice che ha familiarità con il contesto coglie uno strato di significato linguistico e politico in più, nella relazione tra la interna peruviana e la coppia madrilena, di quanto io possa cogliere.

Mi chiedo anche se le differenze linguistiche si manifestano nella stessa maniera in cui si manifestano in Italia, tra l'italiano parlato da una badante/collaboratrice domestica dell'Est Europa - un italiano appreso dopo la nascita, per necessità professionali, e quindi portatore del famoso "accento", dei famosi "errori di grammatica" - e l'italiano di una famiglia italiana bianca. Sarebbe interessante, perché implicherebbe la superiorità politica di un castigliano fallacemente percepito come "standard".

Avatar di Alice Orrù

Grazie Enrica! Il fatto che per leggere le storie di Cama Adentro sia necessario attraversare anche le vetrine del Museo de América rende molto esplicito e fortifica il filo conduttore del passato coloniale e della violenza subita da parte della Spagna. Che sì, certamente passa anche dalla lingua.

Ora che me lo citi anche in questo contesto voglio decidermi a recuperare Machos Alfa per capire meglio la situazione che descrivi, ma non mi è difficile immaginarla: come capita per molte culture considerate "subalterne" da una cultura egemonica, l'accento è uno degli elementi più facili da evidenziare e schernire (spesso con la scusa della battuta bonaria - da persona sarda mi identifico molto nella situazione!). Nel caso del rapporto tra famiglia madrileña e interna latinoamericana, la lingua di base è la stessa ma l'accento madrileño è considerato lo standard (così viene anche insegnato a chi si approccia allo spagnolo nella penisola iberica): ogni "devianza", tanto più se di origine latinoamericana, rafforza il senso di alterità. E questo sì che ha un peso politico enorme.

Y nada, recupero la serie e poi ti dico che effetto mi fa!

Avatar di Sudestada

Ho letto "Cenere in bocca" un paio di anni fa e non l'ho ancora superato, durissimo. La cosa più dolorosa è che è tutto vero, succede davvero così. La cosa che fa più male sono i rapporti figli-genitori spezzati: figli che non capiscono i sacrifici dei genitori e si sentono abbandonati, genitori che sono disperati e non possono fare altrimenti. Figli che solo quando diventeranno adulti saranno in grado di capire e perdonare, ma a volte quando questo succede è troppo tardi. Quel libro mi ha spezzato. Non so se riuscirò a guardare il film ahah. Grazie per averne parlato.

Avatar di Alice Orrù

Grazie a te Rocío! Sono rimasta molto affascinata dalla capacità di Brenda Navarro di tenere saldo lo humor così tipicamente messicano nel raccontare una storia così dura. E che maestria nel raccontare l'estrema complessità del rapporto tra madre emigrata e figli prima che la raggiungessero! A questo proposito, mentre ti leggevo mi è tornato in mente il libro di Stefania Prandi "Le madri lontane" (ed. People), un'inchiesta geograficamente lontana dall'America Latina, ma il tema è quello: Prandi ha intervistato braccianti rumene e bulgare impiegate nelle aziende agricole italiane e ha seguito le loro storie familiari nei Paesi d'origine. Lo consiglio fortissimo!