Lunedì sciopero
e anche Ojalá. Aderisco allo sciopero generale di domani, 22 settembre.
Ciao! Oggi non è lunedì ma questa Ojalá non ti arriva per errore. Ti scrivo una comunicazione breve per avvisarti che domani, 22 settembre, aderisco allo sciopero generale proclamato da Unione Sindacati di Base e quindi non invierò la newsletter.
Si sciopera, ma perché?
Il genocidio a cui stiamo assistendo in Palestina, e di cui la maggioranza dei governi europei si sta rendendo complice con il proprio immobilismo — e in alcuni casi tramite un sostegno diretto, politico, economico o militare al governo israeliano — richiede azioni ferme, una voce unita che arriva da noi, dalla collettività che non vuole macchiarsi di altrettanta inerzia.
Blocchiamo tutto, hanno annunciato qualche settimana fa le lavoratrici e i lavoratori portuali in occasione della partenza della Global Sumud Flotilla. E allora sì, blocchiamo tutto.
Ho deciso di aderire anche se si tratta di uno sciopero italiano e io sono una lavoratrice autonoma con Partita Iva spagnola.
Al momento, infatti, la maggior parte dei miei clienti ha sede in Italia; in più, credo che comunicare l’adesione a uno sciopero per protestare contro l’orrore della situazione geopolitica attuale sia un segnale forte anche per i miei clienti internazionali.
Chiunque mi manderà un’email lunedì riceverà una risposta automatica che spiega le ragioni di adesione allo sciopero.
Manuale dello sciopero, per chi lavora in Italia
Il dettaglio delle ragioni dello sciopero indetto dai sindacati di base si trova nella proclamazione ufficiale, che puoi aprire e scaricare in formato pdf. Puoi anche fare riferimento alle indicazioni pratiche pubblicate sul sito di Unione Sindacale di Base.
Se lavori per un’azienda in Italia e hai dubbi su come scioperare o su cosa succede se scioperi, in questo carosello trovi tutte le risposte:
Per rendere le informazioni più accessibili, te le trascrivo qui di seguito. Ho fatto qualche piccola modifica per rendere il linguaggio più inclusivo.
1. Chi può scioperare?
Tutte le persone lavoratrici, qualunque sia il contratto o il settore. Lo sciopero è un diritto costituzionale (art. 40).
Nel caso dello sciopero generale, questo è stato correttamente comunicato a tutti gli enti e a tutte le categorie del pubblico e del privato.
2. Devo avvisare il datore di lavoro?
No, non devi comunicare nulla in anticipo. Semplicemente, nel giorno dello sciopero non ti presenti al lavoro nelle ore indicate. Avvisare il datore di lavoro è solo un fatto “di cortesia”.
3. È necessaria l’iscrizione a un sindacato per scioperare?
Assolutamente no. Lo sciopero è un diritto individuale: puoi scioperare anche senza tessera sindacale. O anche se hai fatto l’iscrizione a un sindacato di appartenenza diversa.
4. Cosa succede quando sciopero?
Il datore ti trattiene solo le ore o la giornata non lavorata. Non ci sono sanzioni disciplinari: sarebbe illegittimo e se accade ti devi rivolgere subito al sindacato.
5. E se il datore mi chiede prima se aderisco?
Non hai l’obbligo di dirlo. È una tua libera scelta.
6. E se faccio parte di uno dei settori “esclusi” dallo sciopero?
Nei servizi pubblici essenziali (trasporti, sanità, scuola, ecc.) può capitare che alcune categorie lavorative vengano escluse sulla base della legge 146/90 per garantire i servizi minimi.
In questo caso:
Non decidi tu l’esclusione, ma lo comunica formalmente l’azienda con ordine di servizio scritto.
Solo le persone che ricevono la comunicazione sono tenute a lavorare.
Senza comunicazione scritta, puoi aderire liberamente allo sciopero.
7. Ma quindi, in pratica?
Non ti presenti al lavoro per le ore/giornata indicate dalla proclamazione dello sciopero.
In questo articolo di DinamoPress trovi altre FAQ sul funzionamento dello sciopero.
Se stai facendo un dottorato o lavori con un contratto precario nella ricerca, questo articolo di ADI (Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani) contiene molte info utili e anche un modello di risposta automatica per l’email.
Episodi di Ojalá (e non solo) da recuperare
In questi anni ho scritto diverse volte delle parole che scegliamo per parlare di (o negare il) genocidio e di quelle intraducibili che si tengono strette la complessità di sentimenti inesistenti nella nostra lingua.
Ti lascio qui alcune puntate passate:
#52 Smontare le parole. I significati dietro le parole che campeggiano e si riproducono sui nostri schermi.
#92 Non lo so tradurre, ma esiste. Di parole che non ho e dei significati che cerco in lingue che non conosco.
#96 Follow the money. Capire dove vanno i nostri soldi è un atto di cittadinanza finanziaria. E aiuta a non soccombere al senso di impotenza.
E infine, un articolo che ho scritto la settimana scorsa per il blog di Apical:
In vacanza dal genocidio. Soldati israeliani in Sardegna e l’ombra lunga delle servitù militari nell'isola.
Per oggi chiudo qui, ci risentiamo lunedì prossimo. 🍉
Sono Alice Orrù, sarda emigrata a Barcellona nel 2012. Lavoro come consulente e formatrice DEI, scrivo articoli per blog e testate che si occupano di accessibilità e inclusione, e traduco molte stringhe di software per aziende internazionali.
Fiera della sua residenza, la mia newsletter contiene incursioni di vita catalana e tanta, tanta salsa brava. 🍟
Grazie per aver letto fino a qui.
Alice








Buono sciopero, Alice! Grazie di queste informazioni molto utili e interessanti. Avendo lavorato all’estero per il 90% della mia carriera, non ero al corrente delle modalità di sciopero. Domani sarò in Italia, ma purtroppo non potrò scioperare perché ironicamente è uno dei pochi giorni che avevo già da tempo programmato di lavorare questo mese in cui ho fatto molte ferie. Da freelance, non posso proprio permettermi di saltarne un altro ancora e ho preso questa decisione con coscienza. Ma sarò con voi in spirito 👊🏻 blocchiamo tutto!!!
Immagino la reazione di molti se non tutti i datori di lavoro quando mi auguro moltissimi lavoratori parteciperanno allo sciopero